
Consigli sulla scelta della razza
Il cane è diventato domestico innanzitutto per aiutare l’uomo nella caccia,
nella difesa del territorio, nella conduzione delle greggi e così via. Le
razze canine sono il frutto di una lunghissima selezione volta ad ottenere dei
soggetti in grado di svolgere una determinata funzione. Ad esempio per avere
dei cani adatti alla caccia si prediligono nella riproduzione quelli dotati di
maggiore istinto predatorio e che dimostrano di essere più resistenti alla
fatica .
Il carattere del nostro cane dipende in larga misura dalla razza cui
appartiene; per questo motivo è assolutamente necessario informarsi in maniera
approfondita prima di scegliere una determinata razza: alcuni cani possono
esercitare un grande fascino su di noi, ma non è detto che siano adatti al
nostro stile di vita o alla nostra personalità.
Prima di decidere è utile documentarsi leggendo riviste o monografie oppure
informandosi da un allevatore o da chi possiede il tipo di cane che ci
interessa. Si possono inoltre frequentare delle mostre canine.
Per capire quali sono le caratteristiche proprie di una razza bisogna rifarsi
alla funzione che essa aveva in origine e in base a ciò si possono ottenere
differenti tipologie:
q
Cani da pastore (pastore
tedesco, belga, briard, tutti i tipi di collie ecc.).Il loro lavoro è
condurre le greggi insieme con il padrone in uno stretto rapporto di
collaborazione: devono obbedire a grandi distanze al pastore che comunica i
comandi al cane attraverso il fischio.
Sono stati selezionati proprio per la loro docilità che è molto spiccata: si
tratta di cani estremamente duttili che hanno poi trovato utilizzo sia
nell’ambito sociale (cani guida per ciechi, cani poliziotto) che sportivo (agility,
brevetti IPO o SCHH).
Possono dimostrare una certa inclinazione al nervosismo .
Grazie alla loro addestrabilità sono adatti a tutti purché abbiano la
possibilità di sfogare la loro esuberanza con frequenti passeggiate nel verde.
q
Guardiani del gregge
(pastore del Caucaso, pastori maremmani, etc.) devono difendere le pecore sia
dai possibili ladri di bestiame che dall’attacco del lupo. Lavorano in
solitudine e in grande autonomia dall’uomo anche per lunghi periodi; molto
spesso sono più attivi nelle ore notturne in cui il pericolo è maggiore.
La loro docilità è bassa, mentre devono avere buona tempra. Sono poco
socievoli. Per tali caratteristiche non sono i cani ideali per gli
appartamenti delle grandi città. Sono invece degli ottimi guardiani anche di
vaste proprietà, inadatti a chi è alla prima esperienza cinofila o a chi è
troppo permissivo.
q
Cani da difesa :
(boxer, schnauzer, dobermann etc.) il loro compito è svolgere la difesa della
persona (e non quindi del territorio, anche se alcune razze da difesa possono
rivelarsi degli ottimi guardiani ad es. il rottweiler). Devono essere dotati
di un sistema nervoso molto solido, che consenta loro di discriminare il
pericolo senza dimostrare aggressività immotivata. Sono quindi cani di ottima
tempra. Amano il movimento e il gioco; di conseguenza sono consigliate a
persone attive, che abbiano voglia di lavorare con il proprio cane e che siano
dotate di una buona dose di autorità.
q
Cani da guardia : (guardia
“armata” se deve affrontare l’intruso – alano, mastiff, mastino napoletano,
akita inu - o avvertitore se deve semplicemente dare l’allarme: a questo scopo
possono essere utili anche i piccoli spitz) hanno l’incarico di difendere la
proprietà in cui vivono. Le razze che possono svolgere questo compito sono
molto eterogenee. Il cane da guardia ideale non deve abbaiare a tutti
indiscriminatamente, ma deve essere in grado di affrontare direttamente chi
violi la sua proprietà, deve quindi possedere una buona tempra. In genere sono
poco socievoli e non molto vivaci.
q
Cani da slitta
(siberian husky, samoiedo, alaskan malamute) il loro mestiere è trainare le
slitte anche per centinaia di chilometri al giorno, lavorano in muta alla cui
testa è collocato il capo del branco. Sono dotati di una grande resistenza
alla fatica e di una grande indipendenza. La loro ben nota tendenza alla fuga
una volta liberi dal guinzaglio è da ricondurre al marcato istinto predatorio.
Non sono facili da educare, ma daranno grande soddisfazione agli
infaticabili sportivi e a chi sappia apprezzare il loro fascino per certi
aspetti “selvatico”.
q
Cani da caccia:
lavorano a fianco del cacciatore e a seconda della loro tecnica se ne
distinguono diversi tipi: cani da ferma (pointer, setter, weimaraner) da
riporto (golden retriever, labrador) cani da pista (segugi, beagle ) etc. In
generale sono piuttosto docili, ma necessitano di una grande quantità di moto
quotidiano. I retriever sono ottimi cani da compagnia (sono anche utilizzati
come cani guida per ciechi o per la pet- therapy), sono infatti molto docili e
ubbidienti
q
Cani da compagnia
(barboncini, bichon, carlini, molti tipi terrier, levrieri di piccola taglia,
etc.):sono i cani ideali per chi vive in città e grazie alla loro mole sono
facili da gestire anche dalle persone anziane .Tra questi, i terrier di
piccola taglia sono i più vivaci : sono infatti molto attivi e spesso
nervosi.
Esiste un acceso dibattito tra cinofili per stabilire quale sia la razza
più intelligente, sono state stilate addirittura delle classifiche. Dalla
lettura di queste pubblicazioni tuttavia non è chiaro che cosa si intenda con
il termine “intelligenza” riferita ad un animale .
È più intelligente il cane che ha maggiori capacità di sopravvivenza se
lasciato da solo in un bosco per più giorni o è più intelligente il cane che
riesce a imparare a camminare su due zampe?
Il boxer è più intelligente del siberian husky (occupa un gradino più
elevato nella hit parade del genio canino), ma proviamo ad attaccare un boxer
ad una slitta e vediamo come se la cava!
Non si possono operare paragoni del genere tra le razze canine perché in
realtà ogni razza è adatta a svolgere il lavoro per cui è stata selezionata
:il dobermann è abile nel difendere il suo padrone così come il border collie
lo è nel condurre le greggi, ma come si fa a definire uno più intelligente
dell’altro?
Forse sarebbe tutto più chiaro se si sostituisse, a seconda dei casi, la
parola “intelligenza” con “addestrabilità”, “docilità” o “capacità di
adattamento all’ambiente urbano”.
Molte razze non sono stupide, alcune razze sono semplicemente meno
adatte alla vita cittadina e sono meno propensi ad accettare il collare e il
guinzaglio o ad obbedire al richiamo perché possiedono indipendenza e istinto
predatorio molto sviluppati.
Esistono insomma razze inadatte ad un lavoro, ad un ambiente
o ad un tipo di persona: per tale motivo bisogna prestare la
massima attenzione alla scelta della razza perché tutto dipende da cosa ci
si aspetta da un cane!
In ogni caso, al momento della scelta
è bene porsi alcune domande riguardo a:
1.
Lo spazio a disposizione:
q
No
al San bernardo nel miniappartamento con scala a chiocciola che per essere
portato al parco deve stiparsi nel baule della Cinquecento.
q
Sì
all’appartamento in città per i cani di piccola taglia e per i cani
medio-grandi se si ha il tempo e la voglia di portarli a correre quasi tutti i
giorni .
q
Avere un giardino non significa sostituire i decorativi “nanetti di coccio”
con il cane.
Molti cani che vivono in giardino sono molto più sfortunati di quelli che
stanno in appartamento perché spesso i loro padroni si sentono esonerati dal
compito di educarli, farli socializzare e portarli a passeggio e alla fine
anche dall’avere un rapporto di amicizia con lui.

2.
Il tempo a disposizione:
q
Sì
al cane, ma solo di stoppa se lavoriamo otto ore al giorno fuori casa e
viviamo da soli : nessuna razza è adatta alla solitudine.
q
Sì
al cane abituato a stare qualche ora al giorno in solitudine.
q
No
alle razze con lungo e fluente mantello se non abbiamo il tempo di curarlo
dome si deve.
3.
La pazienza a disposizione:
q
No
alle razze con tendenze all’abbaio eccessivo, all’iperattività o con tendenze
distruttive (es. terrier) se siamo dei tipi un pochino insofferenti.
q
No
a qualsiasi razza canina ( meticci compresi ) se siamo particolarmente
insofferenti : un minimo di pazienza ci vuole sempre per educare un cucciolo.
4.
Il “fisico” necessario:
q
No
all’esile fanciulla pubescente con rottweiler maschio e indocile : scegliamo
un cane che abbia una mole adatta a noi in modo da poterlo gestire con
maggior facilità.
q
Se non siamo almeno un po’ sportivi no alle razze che sono notoriamente
delle grandi camminatrici: dalmata, cani da slitta ecc.; in questo caso meglio
un bulldog o un carlino.