L'origine del cane

Il cane domestico è entrato a far parte della vita dell'uomo da molto più tempo di qualsiasi altro animale.

In base ai ritrovamenti fossili, i primi rapporti diretti tra i Canidi e l’Homo sapiens si collocano tra i 15.000 e i 12.000 anni fa. Le prime prove del rapporto cane-uomo risalgono alla fine dell'era glaciale: in alcuni siti del centro Europa e in Germania sono state scoperte mandibole e altre componenti scheletriche appartenenti ad animali simili ai cani e risalenti a 14.000 anni fa. In Israele è stata portata alla luce una donna sepolta circa 12.000 anni fa insieme ad un cucciolo di cane (Olsen, 1985; Clutton-Brock 1995, 1999). La prima prova indiscutibile  dell'esistenza del cane moderno risale a circa 5000 anni fa, nella Cina del tardo Neolitico (Olsen, 1985), in concomitanza con l'inizio della risicoltura.

·         I primi approcci

Si è  ipotizzato che i lupi ed i primi cani domestici furono probabilmente attirati dall'odore della carne che proveniva dai fuochi degli uomini  primitivi (Clutton-Brock, 1987) : i primi cani si avvicinavano gradatamente, dapprima in maniera saltuaria, poi fissa, alle caverne dei nostri antenati per ricercare  cibo tra i rifiuti.

Probabilmente le donne e i bambini hanno cominciato a gettare avanzi di cibo a questi animali, i quali cominciarono a seguire l'uomo durante la caccia, stimolati dal rinforzo costituito dal cibo (Mattiello, 1998)

Si sarebbe così instaurato un legame di dipendenza e attaccamento tra cane e uomo. L’uomo cominciò di conseguenza a condizionare il cane ai fini  di una sua utilizzazione

·         La domesticazione

Esiste una differenza sostanziale tra l’addomesticare e il domesticare un animale.

Si possono addomesticare alcuni individui di una specie selvatica abituandoli alla presenza umana e facendoli vivere in cattività.

Domesticare significa invece selezionare direttamente una popolazione di individui affinchè presenti caratteristiche morfologiche, comportamentali e genetiche differenti dal progenitore selvatico.

Il processo biologico di domesticazione ha quindi inizio quando un piccolo numero di animali viene isolato dalla specie selvatica e si abitua alla presenza di esseri umani. Se questi animali si riproducono, essi costituiscono un gruppo fondatore che nel corso di generazioni successive andrà modificandosi sia in risposta alla selezione naturale operante nel nuovo regime della comunità umana e dell'ambiente in cui essa vive, sia per effetto della selezione artificiale attuata dall'uomo per motivi economici, culturali o estetici ( Clutton-Brock, 2001).

La discendenza di un animale addomesticato, infatti, non è più soggetta principalmente alla selezione naturale, bensì alla selezione artificiale attuata dagli esseri umani; selezione volta a favorire caratteri desiderabili non tanto ai fini della sopravvivenza della specie quanto piuttosto in base a criteri economici, culturali o estetici.

Probabilmente la domesticazione si sviluppò in modo semplice, graduale e naturale in numerose regioni nelle quali si erano create situazioni tali per cui questo processo si verificasse. Gli uomini e gli animali erano infatti parte integrante di un ambiente biologico e  le relazioni interspecifiche erano quasi inevitabili in un ambiente condiviso da entrambi (Young, 1987).

Secondo Albright e Arave (1997) alcune specie selvatiche presentano delle caratteristiche comportamentali che le rendono più idonee ad essere domesticate.

Tra di esse fondamentale è il comportamento sociale: le specie gregarie, che vivono in gruppi numerosi, preferibilmente formati da individui di entrambi i sessi, e che presentano una struttura gerarchica ben definita, sono quelle che più facilmente si adattano al contatto con l'uomo, che viene accettato all'interno del gruppo in cui viene generalmente seguito e rispettato, in quanto identificato come individuo dominante.

·         Chi è l’antenato del cane?

Il progenitore del moderno Canis familiaris è stato senza ombra di dubbio un canide selvatico.

I canidi, che comprendono 34 specie diverse caratterizzate da una gamma di taglie differenti, si  sono adattati a vivere in  una pletora di ambienti diversi: dai climi artici al deserto (Overall, 2001) .

Alcuni elementi hanno favorito la domesticazione dei Canidi

  • la capacità di adattamento
  • l’essere onnivori
  • le cure parentali: i Canidi partoriscono piccoli che richiedono molto impegno nelle prime fasi di vita: tutti i membri del gruppo partecipano alla cura dei cuccioli viene indipendentemente dal grado di parentela
  • caccia solitaria o in gruppo
  • la comunicazione attraverso la mimica facciale, la postura del corpo, lo scodinzolamento e le vocalizzazioni (Serpell, 1995)

Per natura i canidi sono cacciatori solitari, privi dei complicati comportamenti sociali che si riscontrano in due sole specie: lupo e il licaone. Il licaone è un carnivoro altamente sociale, che vive e caccia in branco. Tuttavia in questa specie le gerarchie di dominanza non sono ben sviluppate e il comportamento sociale del gruppo è basato soprattutto sull'offerta reciproca di cibo rigurgitato. Perciò le sue possibilità di comunicazione con l'uomo risultano limitate, a meno che un essere umano non sia disposto a ricevere in bocca l'offerta di cibo.

Molte ipotesi sono state formulate sull'origine del cane domestico e su come può essere iniziato il processo di addomesticamento e di adattamento di questo animale all'uomo e alle sue esigenze.

  1. Alcuni autori ritengono che il cane domestico non derivi da una specie sola (Teoria polifiletica):  in cattività, dove le barriere fisiche e comportamentali sono venute a mancare, si sono infatti  verificati incroci tra lupo, coyote, sciacallo e cane domestico. In natura tuttavia questi incroci non si verificano, perché barriere geografiche e/o etologiche isolano gli  esemplari delle varie specie. Ad esempio i coyote, che vivono nello stesso territorio dei lupi, normalmente non si accoppiano con questi e anzi le due specie sono nemiche perché in competizione tra loro.

 

  1. Altri autori ritengono che il cane abbia avuto origine da una sola specie (Teoria monofiletica), che potrebbe essere il lupo, lo sciacallo o il coyote. Esiste infatti una corrispondenza quasi completa tra il DNA di lupo e quelli di cane, sciacallo e coyote. Un'altra teoria ipotizza che il cane domestico derivi da un altro Canis familiaris selvaggio, simile ai cani più primitivi odierni come il dingo australiano, il cane canoro della nuova Guinea o il cane paria africano.

 Ancora oggi comunque non siamo in grado di determinare con certezza la discendenza del cane: il lupo tuttavia presenta tutti i requisiti genetici e comportamentali per essere considerato il progenitore del cane domestico.

 Gli elementi a favore della origine lupina sono:

·         la corrispondenza genetica tra le due specie

·         le comuni origini di cacciatore che l’uomo condivide con il lupo

·         l’organizzazione sociale del lupo con modelli di comunicazione intraspecifica molto sviluppati

Il percorso dello sviluppo della specie canina ha attraversato due tappe fondamentali:

1.         la domesticazione, in cui si svilupparono cambiamenti biologici e culturali

2.        la diversificazione delle razze: i cani sono stati selezionati per specifiche caratteristiche in modo da assolvere specifici compiti all'interno della società umana (Coppinger e Schneider, 1995 ).

 

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